HARPORTRAITS | Portraits of harp players in seventeenth-century Rome

 

Progetto di registrazione 2023

 

Con le man vezzose e vaghe sì soave l’arpa tocchi

recita il testo poetico posto in musica dal compositore romano Mario Savioni, quasi a voler ritrarre in parole il gesto dell’arpista che stupisce e seduce i propri ascoltatori.

Una scena assolutamente comune nella Roma del primo Seicento, città in cui opera un grande numero di arpisti che offrono la propria arte alle più varie occasioni musicali della città, dalle accademie alla celebrazione delle Quarant’ore. 

Tra i tanti arpisti attivi nella città, alcuni mutano addirittura il loro nome in ‘arpa’ , è il caso di Leonardo Mollica,  Marco Marazzoli, Orazio Michi, e Giovan Carlo Rossi, fratello del più noto Luigi Rossi, passati alla storia come Leonardo dell’Arpa, Marco dell’Arpa, Orazio dell’Arpa,  e Carlo dell’ArpaDi questi autori si vuole fornire una sorta di ritratto musicale che ne renda evidente la peculiarità di stile compositivo, pur dentro un linguaggio musicale condiviso.

HARPORTRAITS – Ritratti di suonatori d’arpa nella Roma del Seicento è un progetto di ricerca musicologica che attraverso l’esperienza teorica e pratica dei suoi interpreti – il tenore Riccardo Pisani, insieme alle arpiste Chiara Granata, Marta Graziolino ed Elena Spotti – vuole dare veste sonora ad un mondo compositivo straordinario, in tante sue pagine inedite, e ad uno strumento, l’arpa, che pur moderno nella sua costruzione organologica, richiamo un tempo antico, quasi mitico, agli ascoltatori di allora come di oggi. 

Il grande numero di arpisti attivi nelle corti romane, ha ispirato una realizzazione strumentale a due e tre arpe, usate con fantasia e ricchezza in tutti i registri e secondo la prassi strumentale di diminuzione tipica del tempo: un tessuto strumentale cangiante e vivo, che alterna intimità ed esuberanza in relazione al testo poetico intonato. 

Tre è infine anche il numero di arpe possedute dal grande virtuoso Orazio Michi e lasciate in eredità alle sue allieve. Quasi un invito a far proseguire il loro suono nel tempo a venire.

 

Donazioni

 

Ad agosto 2022 abbiamo concluso la registrazione in prima mondiale dei ritratti musicali dei più importanti arpisti nella Roma del Seicento. Il disco uscirà nel corso del 2023 e saremmo felici di ricevere un vostro contributo aderendo alla nostra campagna di ricerca fondi. Le donazioni copriranno parte dei costi vivi di registrazione, editing, costi di viaggio e video promozionale. Abbiamo bisogno del vostro aiuto: potrebbe essere uno splendido regalo di Natale per un progetto entusiasmante!

 


 

Recording project 2023

 

Con le man vezzose e vaghe sì soave l’arpa tocchi (“With lovely and vague hands, so sweet you touch the harp”)

says the poetic text set to music by the Roman composer Mario Savioni, as if to portray in words the harpist’s gesture that amazes and seduces his listeners.

This was an absolutely common scene in early 17th century Rome, a city in which a large number of harpists worked, offering their art to the city’s most varied musical occasions, from academies to the celebration of the Forty Hours.

Among the many harpists active in the city, some even changed their name to ‘arpa’: this was the case of Leonardo Mollica, Marco Marazzoli, Orazio Michi, and Giovan Carlo Rossi, brother of the more famous Luigi Rossi. All of them are known by the pseudonym Leonardo dell’Arpa, Marco dell’Arpa, Orazio dell’Arpa, and Carlo dell’Arpa. The aim is to provide a sort of musical portrait of these composers that underlines their peculiarities in compositional style, albeit within a shared musical language.

HARPORTRAITS – Portraits of roman harp players in seventeenth-century is a musicological research project that through the theoretical and practical experience of its performers – the tenor Riccardo Pisani, together with the harpists Chiara Granata, Marta Graziolino and Elena Spotti – aims to give sound to an extraordinary compositional world, in many of its previously unpublished pages, and to an instrument, the harp, which, although modern in its organological construction, recalls an ancient, almost mythical time, to previous and current listeners alike.

The instrumental execution using two and three harps is inspired by the large number of harpists active in the Roman courts. The harp as a continuo and melodic instrument is played with imagination and richness in all registers according to the instrumental practice of diminution typical at the time: it gives an iridescent and lively instrumental texture, alternating intimacy and exuberance in relation to the sung text.

Finally, three is also the number of harps owned by the great virtuoso Orazio Michi and bequeathed to his pupils. Almost an invitation for their sound to continue in the time to come.

Donate

In August 2022 we completed the w. p. recording of musical portraits of harp players in the 17th-century Rome. This CD will be released in 2023, and we would like to ask your help by contributing to our fundraising campaign. The donations will cover travel costs, recording, editing, and promotional video expenses. We need your support: it will be a beautiful Christmas present for a project that promises to be incredible!